UN’ALTRA BELLA DONAZIONE DALL’INGHILTERRA PER LA NOSTRA BIBLIOTECA UNIPANT

Ringraziamo Cesare Giombetti che ci ha fatto un primo invio di interessantissimi libri che troverete in giornata descritti sul nostro sito e stavolta i volumi ci arrivano dal Regno Unito e infatti ce ne sono anche due in lingua inglese.

Ricordiamo a chi vorrà donarci libri o scaffali di contattarci alla mail info@unipant.it o al numero 331 490 5245 per concordare un invio.

One Clear, Ice-cold January Morning at the Beginning of the 21st Century

di  Roland Schimmelpfennig  (Autore)

Erano in sei, sei ragazzi in un mondo stravolto. Un mondo che si è sgretolato sotto i loro occhi, quando i nazionalismi si sono inaspriti, i confini sono diventati muri. E l’Europa intera è finita. Per loro quel Convitto in Svizzera doveva essere un rifugio, ma è diventato una condanna. Quando tutti quanti, i professori e gli altri ragazzi, sono scappati, hanno promesso che qualcuno sarebbe tornato a prenderli. Ma non è tornato nessuno. Quattro lunghi anni. Hanno imparato a sopravvivere con quel che avevano e che riuscivano a procurarsi. Adesso che uno di loro è stato brutalmente ucciso, i cinque sopravvissuti sanno che è il momento di andare via. Ma dove? Un viaggio attraverso un mondo desolato, alla ricerca di una speranza. La speranza che l’Europa possa risorgere dalle proprie ceneri.

La casa delle orfane bianche 

Fiammetta Palpati (Autore, Narratore)

Per aiutarsi reciprocamente tre donne di mezz’età decidono di ritirarsi in una casa di paese con le rispettive anziane madri, bisognose di assistenza. La convivenza, sulla carta, è un incastro perfetto: cosa c’è di meglio della rusticità dei bei tempi andati per dividere spese, pensieri, incombenze, e magari risanare quel legame intimo tra madre e figlia, di accudimento e amore, che al momento è invertito? Ma il nido si mostra assai presto per quello che è: un covo di immaturità, risentimento, egocentrismo e disperazione che sfocia in un tragicomico delirio collettivo: la casa si rivolta contro le inquiline e il loro desiderio, soffocandole tra immondizie, un cane infido e l’odore nauseabondo di una papera guasta. La situazione precipita quando arriva nella casa, teoricamente come badante, una suora fasulla e inferma, che si piazza in poltrona e pretende d’essere servita e riverita. Lo scompiglio che ne segue getta le protagoniste nello sconforto totale finché, come in ogni dramma che si rispetti, esse saranno costrette a smascherarsi, e a dichiararsi orfane bianche.

Il t3rzo piano

di Andrea Pau (Autore)

« Sullo schermo compare allora una scritta rossa: Il T3rzo Piano. La madre di Marc guarda ogni puntata del programma, da anni. Con lei, centinaia di migliaia di webspettatori: Il T3rzo Piano è la trasmissione più vista della storia. La signora conosce lo spettacolo a memoria, non si stanca mai. Ogni martedì e ogni sabato attende con apprensione la scena finale del terzo atto, durante la quale uno dei tre personaggi viene costretto a giocare alla roulette russa. Ogni volta la signora Barbara sta lì ad attendere lo sparo, o il cane che batte a vuoto sul caricatore. Quando la pistola spara e l’attore muore, lei piange lacrimoni ipocriti, approfittando della morte pornografica somministrata attraverso lo schermo.»

Ferrovie del Messico

di Gian Marco Griffi (Autore)

Se cercate dell’avventura, in questo romanzo ne troverete a bizzeffe. Se cercate della letteratura, con questo romanzo ne farete una scorpacciata. I luoghi e i tempi: Asti, Repubblica Sociale Italiana, febbraio 1944; su e giù per le ferrovie del Messico, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso. I personaggi (non tutti): Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria, tormentato dal mal di denti, incaricato di compilare una mappa delle ferrovie del Messico (l’ordine viene dall’alto, molto dall’alto); Tilde Giordano, ragazza bellissima e folle, imbevuta di letteratura, della quale Cesco si innamora all’istante e perdutamente; Steno, devotissimo fidanzato di Tilde, partigiano senz’armi; don Tiberio, prete di città confinato a Roccabianca a causa di certe sue insane passioni; Epa, cartografo samoano (delle Samoa tedesche); Adolf il Führer e la sua consorte Eva, alle prese con l’abuso di anglicismi; Angelo detto Angelino detto Angelito detto Lito Zanon, addetto cimiteriale alla bollitura di cadaveri; Mec il muto, suo sodale fin dai tempi in cui insieme costruivano ferrovie in Sudamerica; le due Marie, entrambe di nome Maria; Bardolf Graf, impiegato amministrativo, ignaro motore immobile di tutta la storia; Ettore e Nicolao, informatissimi e misteriosi clienti fissi del night club segreto l’Aquila agonizzante, prossimi ai partigiani; Gustavo Adolfo Baz, autore del volume Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México; Edmondo Bo, frenatore poeta, o poeta frenatore, o frenatore e poeta, in ogni caso alcolista e oppiomane; l’orribile Obersturmbannführer Hugo Kraas, amante dell’arte italiana, discutibile golfista e spietato SS; Giustina Decorcipo, compagna d’orfanotrofio di Ettore e Nicolao, violentata e uccisa e gettata sul bordo della strada a sedici anni; Feliciano, bambino morto. Con Ferrovie del Messico Gian Marco Griffi ci ha dato un grande romanzo corale, spassoso e commovente, giocoso e profondo, realistico e fantastico, avvincente senza tregua, scritto con una lingua quasi parlata, sempre cordiale tanto nel registro comico quanto in quello drammatico, e tuttavia letteratissima. Se i numi tutelari di Griffi sono senz’altro Jorge Luis Borges e Carlo Emilio Gadda (e fanno capolino qua e là Roberto Bolaño, Thomas Pynchon e – com’è logico – i Monty Python), il risultato è del tutto originale.

One Clear, Ice-cold January Morning at the Beginning of the 21st Century 

di Roland Schimmelpfennig (Autore), Jamie Bulloch

In inglese

“Un’opera profondamente originale e spesso ipnotica… esattamente il tipo di libro che i lettori in cerca di incisive voci europee dovrebbero accogliere con entusiasmo” — John Boyne, autore de IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Una fiaba contemporanea berlinese vibrante di verità urbane: il primo romanzo del più noto drammaturgo contemporaneo tedesco.

In una limpida e gelida mattina di gennaio, poco dopo l’alba, un lupo attraversa il confine tra la Polonia e la Germania. La sua scia conduce fino a Berlino, intrecciando le vite di individui diversi i cui percorsi si incrociano e divergono.

Su un’autostrada ghiacciata a ottanta chilometri dalla città, un’autocisterna si ribalta ed esplode. Il lupo solitario viene intravisto sulla corsia di emergenza e fotografato da Tomasz, un operaio polacco che non riesce a sopravvivere in Germania senza la sua ragazza. Elisabeth e Micha fuggono attraverso la neve dal loro villaggio natale, incrociando le tracce del lupo nel loro cammino verso la città. Una donna brucia i diari di sua madre su un balcone di Berlino. E il padre di Elisabeth, un celebre scultore, osserva il vasto scheletro di una balena nel suo studio e si chiede: cosa ci faccio qui? E perché?

Esperienze e incontri scorrono veloci con una forza visiva cruda, come fotogrammi di un film in bianco e nero. Coloro che scorgono il lupo vedono riflessa la propria vita e si ritrovano a cercare una strada diversa in un’epoca gelida. Questo primo romanzo del più celebrato drammaturgo contemporaneo tedesco è scritto con una prosa di straordinaria potenza e precisione.

Vineland

di Thomas Pynchon (Autore)

Versione in inglese

«Frenesi era troppo giovane allora per capire quel che lui pensava di offrirle: un segreto sulla natura del potere nel mondo». Thomas Pynchon (1937) è avvolto in un mistero pari solo a quello che ha circondato J. D. Salinger ed è considerato unanimemente il più grande narratore americano (e non) dal secondo dopoguerra a oggi. Einaudi ha già pubblicato la sua unica raccolta di racconti, Un lento apprendistato, e i romanzi L’incanto del Lotto 49, Vizio di forma, da cui Paul Thomas Anderson ha tratto il film omonimo, La cresta dell’onda, V. e Contro il giorno. Zoyd Wheeler, un residuato umano della stagione hippy degli anni Sessanta, vive con la figlia adolescente, Prairie, in una casa roulotte a Vineland, una cittadina immaginaria nel nord della California. Ogni anno Zoyd, dopo aver radunato un folto gruppo di giornalisti di radio e tv locali, si lancia a peso morto contro la vetrina di qualche malfamato bar della zona. Il motivo per cui lo fa, ufficialmente, è mostrare alle autorità statali che è matto da legare, in modo da ricevere un sussidio. C’è però dell’altro dietro a questa tradizione: un segreto che riguarda sua moglie Frenesi, ex-cineasta militante, e Brock Vond, un tetro agente federale. Un segreto che sua figlia è destinata a scoprire imbarcandosi in un lisergico viaggio nel tempo e nello spazio. Vineland è il racconto di un universo abitato da idealisti più o meno scanzonati alle prese con l’idiozia feroce di chi comanda; traditi o traditori, buoni o cattivi, tutti ugualmente in affanno per restare vivi mentre, come al solito in Pynchon, al di sopra delle loro teste continua un eterno conflitto di dimensioni planetarie, dall’aspetto comico eppure sempre più spietato.

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