ERASMUS+ E LE COSE CHE RESTANO…

L’avventura Erasmus+ ha tante sfaccettature e tante emozioni da regalare, anche nel tempo.

Nel secondo gruppo di ragazzi francesi che abbiamo ospitato a maggio, c’era Sasha, un ragazzo russo, che era scappato in bicicletta da casa sua quando è iniziata la guerra ed è arrivato, tra mille peripezie fino in Francia, dove ha chiesto asilo politico.

Sasha è un ragazzo dall’animo sensibile, una grande creatività e un occhio fino, perché è un fotografo straordinario.

Nella foto è quello calvo, l’altro è Anthony.

Sasha era quello con cui era più facile parlare inglese, perché ancora non padroneggiava perfettamente il francese, quello di cui vi racconteremo la storia alla fine di questo primo anno di Erasmus+.

Sasha aveva raccolto tante pietre a Pantelleria.

Ognuna gli narrava qualcosa, gli ricordava qualcosa.

Sull’aereo non gliele hanno lasciate imbarcare.

La nostra Paola Zuercher, che ci ha fatto da interprete e assistente per tutto il tempo e ha legato particolarmente con i ragazzi, gli ha promesso di prenderle in custodia e spedirgliele in un secondo tempo.

Sono passati un paio di mesi, ma Paola ha mantenuto la promessa e gli ha inviato, oltre alle pietre, libri di francese per migliorare la lingua e qualche vestito.

Sasha le ha inviato questa foto, in cui mostra come ha esposto le pietre a casa sua e un bellissimo messaggio che Paola ci ha permesso di pubblicare per testimoniare il valore altissimo di questa esperienza:

“Ciao Paola!

Volevo dirti che ho ricevuto il pacco, l’ho ritirato!

Un altro grandissimo grazie per la tua rapidità!

Leggerò sicuramente i libri, il mio livello di lingua migliora sempre di più! E nel pacco c’erano anche dei vestiti molto stilosi!

Ora lavoro come falegname a contratto. Sasha”

Auguriamo a Sasha e a tutti i ragazzi che abbiamo ospitato un futuro luminoso e senza guerre e conflitti, dove l’accoglienza dell’altro sia il principio ispiratore e la fratellanza tra i popoli sia la consuetudine.

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